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L'isola di Vulcano si prepara all'eruzione: pronte le vie di fuga

Vulcano è tornato a sbuffare, come non succedeva da molti anni: sull'isola è già tutto pronto in caso di eruzione, con le vie di fuga in fase di miglioramento

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Non accadeva da molti anni, e un pizzico di timore sembra giustificato: Vulcano è tornato a sbuffare e nei dintorni si sta diffondendo un odore di zolfo sempre più intenso. L’isola che lo accoglie si sta preparando alla possibile eruzione, con la disposizione di vie di fuga (molte delle quali attualmente in fase di miglioramento).

Vulcano, cosa sta succedendo

L’isola di Vulcano sta vivendo momenti concitati. Mentre la vicina Stromboli ha ripreso a tremare, con una nuova esplosione accompagnata dall’espulsione di materiale piroclastico, per il momento il suo cratere ha solamente ripreso a fumare. L’ultima eruzione qui avvenuta risale a circa 130 anni fa, ma nel 1993 erano stati avvistati numerosi sbuffi. Secondo gli esperti, il sistema idrotermale che si trova nelle basse profondità del vulcano sarebbe in attività e, accompagnato da una più accentuata microsismicità, avrebbe dato vita al fenomeno che sta incuriosendo (e preoccupando) residenti e turisti.

Sebbene non vi siano al momento segnali di una imminente ripresa dell’attività eruttiva, la situazione va costantemente tenuta sotto controllo. Soprattutto perché l’isola di Vulcano è ampiamente urbanizzata, e i rischi di un’eruzione sono ingenti. Per questo motivo il sindaco delle Eolie ha messo a punto alcune contromisure per arginare i pericoli. Come ad esempio l’adozione della zona gialla sulla parte alta del cratere, verso la quale ora si può salire solo in gruppi di 20 persone, accompagnate da una guida.

Le vie di fuga dall’isola di Vulcano

“Ho visto tante esagerazioni, ma abbiamo comunque a che fare con un vulcano, per sua natura imprevedibile” – ha spiegato Marco Giorgianni, primo cittadino. Quindi il suo maggior impegno è nell’aggiornamento delle vie di fuga: “Stiamo controllando l’intero sistema”. La macchina della protezione civile si è messa al lavoro: gli operai stanno tenendo sotto controllo la provinciale verso Piano e Gelso, mentre a breve avranno inizio i lavori di sistemazione di alcuni approdi alternativi.

Allo stesso modo, sono cominciate serrate verifiche alle piste per gli elicotteri, tutto ciò per garantire una rapida evacuazione nel caso in cui ce ne fosse bisogno. Al momento, tuttavia, la situazione non sembra allarmante. “Tecnicamente non si può neanche parlare di risveglio del vulcano. Era già accaduto nel 2004 e nel 2009” – spiega Stefano Branca, direttore della sezione di Catania dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia). Tuttavia il monitoraggio sull’isola di Vulcano è ora serrato.

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