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Drone salvavita, in Valdisusa il defibrillatore arriva dal cielo

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Droni salvavita, che arrivano velocemente per via aerea a portare medicine essenziali nei luoghi più angusti. Un aiuto dal cielo che all’occorrenza possa fornire un prezioso defibrillatore lì dove un cuore si è fermato e necessità di immediato supporto per ripartire.

La sperimentazione del soccorso via drone inizia a Bardonecchia, comune di poco più di 3.000 anime della Val di Susa, dove il prezioso strumento per rianimare le persone arriverà velocemente dall’alto.

La sinergia tra il Comune, l’Elisoccorso 118 e l’onlus Amici del Cuore Piemonte intende concretizzare il nuovo eccezionale servizio quanto prima e tramutare in realtà, anche qui in Italia, ciò che in America è già ampiamente attuato, soprattutto in quelle zone particolarmente impervie dove le ambulanze non arriverebbero in tempo a fornire soccorso a persone che si trovano in difficoltà in zone particolarmente disagiate.

Il bellissimo territorio della Val di Susa è tanto affascinante quanto impervio e complicato da raggiungere: la presenza di vallate, montagne e moltissime frazioni isolate rende quanto mai difficoltoso raggiungere luoghi dove serve immediato supporto. Attraverso una task force di droni, pronti all’occorrenza a raggiungere in pochi minuti i luoghi più inaccessibili delle località montuose diventa tutto molto più semplice.

Il drone terrà traccia delle chiamate mobili d’emergenza per raggiungere, tramite un preciso dispositivo GPS, nel minor tempo possibile il luogo in cui serve assistenza medica. L’idea è quella di avere sempre a disposizione, nel minor tempo possibile, una cassetta di primo soccorso da rendere disponibile al medico più vicino all’emergenza.  Maschera d’ossigeno, dosi di adrenalina, insulina per i malati di diabete e naturalmente defibrillatore per i casi in cui è necessario far ripartire il cuore.

Ogni anno nell’Unione Europea circa 800.000 persone soffrono di un arresto cardiaco, e solo lo 0,8% sopravvive,  la causa principale della scarsa sopravvivenza è dovuta alla risposta relativamente lunga dei primi soccorsi che nonostante solitamente riescano a raggiungere la vittima anche in soli 10 minuti non consentono di rianimare in tempo l’infartuato o la vittima d’incidente. Con l’arrivo via area di un drone che possa fornire anche a individui non specializzati gli strumenti per prestare i primi soccorsi si punta a innalzare esponenzialmente la percentuale di sopravvivenza di chi ha bisogno di immediati soccorsi.

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