Nuove scoperte archeologiche arricchiscono la storia di Cuma
Nuove tombe ed edifici sono venuti alla luce nel parco archeologico dei campi flegrei, cancellati per far spazio a un campus militare
L’area archeologica di Cuma, incastonata nella città metropolitana di Napoli, continua a donare nuove ed entusiasmanti testimonianze del passato. I lavori effettuati dagli archeologi Priscilla Munzi, del centro Jean Bérard del CNRS-EFR e Jean-Pierre Brun del Collège de France, hanno permesso di riportare alla luce una serie di monumenti e strutture che sembrano testimoniare progetti di ristrutturazione e rifacimento degli spazi che riguardano aree esterne alle mura dell’abitato.
I ritrovamenti raccontano come in età flavia, alla fine del primo secolo dopo Cristo, i cumani abbiano radicalmente stravolto strade e monumenti funerari nell’area nord della città per realizzare aree pubbliche dedicate non solo al culto, ma anche allo svago e alle attività fisiche.
Una struttura e una disposizione degli spazi tutt’altro che inusuale se si considera che anche Vitruvio, tra i più importanti architetti di epoca romana, sosteneva che aree del genere dovessero essere disposte “extra urbem”.
Unguentari in alabastro, una cassetta lignea portaoggetti in osso, dei dadi, un pettine e altri oggetti in ferro hanno arricchito i ritrovamenti effettuati dagli studiosi.
Le ultime ricerche hanno svelato agli archeologi aspetti inediti della città di Cuma che intorno alla fine del I secolo dopo Cristo stava iniziando una nuova fase della propria esistenza proiettata verso lo sviluppo e l’ammodernamento. Il Ministère de l’Europe et des affaires étrangères, la Fondation du Collège de France e l’Ecole francaise de Rome, in collaborazione con il ministero per i beni Culturali ed il parco archeologico dei Campi Flegrei credono fermamente che nelle aree ancora inesplorate del sottosuolo cumano siano nascosti interessanti tasselli della storia antica di Cuma degni di ulteriori ricerche che andranno a scandagliare le tracce delle necropoli arcaiche, ellenistiche e classiche che si trovano in questa ricca area.