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Arte & Cultura

Pompei, spunta un armadio chiuso da duemila anni: il suo "tesoro"

Grazie agli scavi che continuano a Pompei, nel sito archeologico è spuntata a sorpresa una stanza con un armadio rimasto chiuso per duemila anni

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Il Parco Archeologico di Pompei continua a regalare sorprese: in una stanza è spuntato un armadio rimasto chiuso per duemila anni. Il corredo custodito al suo interno è un vero e proprio “tesoro” fatto di stoviglie, piatti di vetro, ciotole di ceramica e vasi, è arrivato fino ai giorni nostri.

Nuova scoperta a Pompei: un armadio rimasto chiuso per duemila anni

La scoperta è il frutto degli scavi nel cosiddetto giardino incantato, lo spazio dipinto con il grande larario che venne riportato alla luce nel 2018. Inizialmente si pensava che lo spazio appartenesse a una casa di una famiglia importante e fastosa, mentre gli ambienti venuti fuori sono leggermente più modesti, con buona probabilità appartenenti a un nucleo famigliare della “middle class”.

Gli ambienti oggetto di scavi raccontano la vita del ceto medio basso nella città poi scomparsa a causa dell’eruzione. Non mancano oggetti raffinati e anche un fascio di documenti riapparsi grazie a un calco in gesso. Gabriel Zuchtriegel, il direttore del Parco Archeologico, ha commentato così la scoperta: “Nell’impero romano c’era un’ampia fetta della popolazione che lottava per il proprio status sociale e per cui il pane quotidiano era tutt’altro che scontato – ha dichiarato Zuchtriegel all’Ansa – Un ceto vulnerabile durante crisi politiche e carestie, ma anche con l’ambizione di salire la scala sociale. Una realtà diffusa ma anche poco documentata e raccontata”.

Secondo il direttore Zuchtriegel, è possibile che gli abitanti della casa di Pompei, sito archeologico dove nel corso del 2022 è stato scoperto il genoma di una vittima dell’eruzione del 79 dopo Cristo, avessero le disponibilità economiche per far dipingere il giardino con il larario, ma non abbastanza denaro per decorare anche le stanze interne.

Al piano terra della casa situata nella Regio V, si può ammirare un armadio-credenza rimasto chiuso con il suo corredo per oltre duemila anni. Al suo interno sono rimasti incastrati piatti, vetri, stoviglie, che ora verranno liberati con un micro scavo. Successivamente saranno ripuliti come tutti i tantissimi oggetti ritrovati nelle varie stanze: un bruciaprofumi dipinto, una brocca di bronzo con una piccola testina di sfinge e un grande bacile, ancora di bronzo, rimasto sul tavolo di uno degli ambienti.

Questi oggetti si uniscono alle decine di reperti più piccoli ma non per questo meno importanti, come le serrature in metallo della porta, le cerniere dell’armadio realizzate con ossa di animali, le macine per il pane e la legna addossata al muro in quello che sembra essere un vero e proprio deposito. Dopo questi importanti ritrovamenti, l’idea del Parco Archeologico è quella di lavorare a un progetto per la messa in sicurezza degli ambienti, così da poterli aprire alle visite.

Dei ritrovamenti ha parlato anche il Ministro della Cultura Dario Franceschini: “Pompei davvero non finisce di stupire – le parole di Franceschini riportate dall’Ansa –  è una bellissima storia di riscatto, la dimostrazione che quando in Italia si lavora in squadra, si investe sui giovani, sulla ricerca e sull’innovazione si raggiungono risultati straordinari”.

Quella della stanza con l’armadio e il corredo intatto è solo l’ultima scoperta di Pompei in ordine cronologico: nel 2021, per esempio, è spuntata una tomba unica con relativo giallo riguardo un corpo semi mummificato. Qualche mese più tardi, inoltre, è stata scoperta una stanza degli schiavi rimasta intatta.

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