Italia scaramantica: ecco le destinazioni della fortuna
Un tour nella patria delle superstizioni, di credenze, leggende e riti scaramantici: alla scoperta dei luoghi portafortuna sparsi per l'Italia
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Chi non ha mai lanciato una moneta nella Fontana di Trevi o non ha mai calpestato “i gioielli” del famoso Toro della Galleria di Milano? Scopriamo insieme quali sono le tappe obbligate per chi ha bisogno di un bel pizzico di fortuna e di credere nella magia.
Fontana di Trevi – Roma
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Partiamo dal luogo più famoso al mondo per il record di lanci di monetine portafortuna: la Fontana di Trevi, uno dei simboli di Roma. Secondo la tradizione più conosciuta, lanciare una monetina dentro la fontana – a occhi chiusi, con la mano destra sulla spalla sinistra e voltando le spalle verso Palazzo Poli – è di buon auspicio per un futuro ritorno nella capitale. L’altra leggenda, che ha ispirato il film "Tre soldi nella fontana", prevede tre lanci: una sola moneta garantisce il ritorno a Roma, due faranno trovare l'amore e il lancio di tre monete porterà alle nozze nella Città Eterna. Ma esiste anche un'altra tradizione, che risalirebbe a quando la fontana riforniva la città di acqua potabile. Le ragazze ne facevano bere un bicchiere al fidanzato in partenza, e poi lo frantumavano, in segno e augurio di fedeltà.
Il Toro della Galleria – Milano
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Tra le destinazioni più famose d'Italia per le persone scaramantiche, c'è la Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, il cui pavimento è interamente rivestito di mosaici. Uno di questi raffigura un toro, simbolo della città di Torino, i cui genitali sono considerati da sempre dei portafortuna. Per gli uomini, l'usanza prevede che girino tre volte su se stessi, col tallone del piede destro piantato in corrispondenza dei genitali dell'animale, mentre per le donne, si diceva che gli attributi del toro avessero poteri legati alla fertilità. Tra alcune, anticamente, si diffuse l'usanza di accarezzarli con la mano o il piede nudo.
Il Toro e il Viaggiatore – Torino
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Un altro toro portafortuna non poteva non trovarsi nella città di cui è il simbolo. Al Caffè Torino, lungo i portici della famosa Piazza San Carlo, ci si imbatte in un torello dorato incastonato nella pavimentazione. Anche qui, calpestare i genitali dell'animale porta fortuna: perché il rito funzioni, però, non si deve dare l’impressione di volerlo fare apposta. Nella città sabauda, la fortuna raddoppia se ci si reca a Piazza Castello, sotto i portici della Prefettura, dove si trova il medaglione in bronzo raffigurante Cristoforo Colombo, con tanto di mappamondo e caravella. Leggenda vuole che sfregare il dito mignolo di Colombo (noto come il “dito del viaggiatore”) indichi la rotta della fortuna.
La statua di Giulietta – Verona
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Luogo romantico per eccellenza, la Casa di Giulietta, in via Cappello 23 a Verona, è meta di un vero e proprio pellegrinaggio all'insegna dell'amore, sulle orme di uno dei più grandi capolavori di Shakespeare. Una volta giunti nel cortile, ci si imbatte nella statua di bronzo di Giulietta, realizzata nel 1972 dallo scultore Nereo Costantini, collocata proprio sotto il famoso balcone. Si dice che per essere baciati dalla fortuna si debba appoggiare una mano sul seno destro della statua.
La fontana delle Tette – Treviso
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In Veneto, c'è un altro luogo dove il rito di toccare il seno di una statua sembri portare fortuna. Si tratta dell'antica Fontana delle Tette di Treviso. Fino al 1797, anno della caduta della Serenissima Repubblica di Venezia, in onore di ogni nuovo Podestà dalla fontana sgorgavano vino rosso da un seno e vino bianco dall'altro e tutti i cittadini potevano bere gratuitamente per tre giorni. Il busto di donna che oggi si può ammirare nel cortile di Palazzo Zingoli è solo una copia di quello originale, scolpito nel 1559, ma persiste la leggenda secondo cui è di buon augurio accarezzare il seno della statua.
La statua di Guidarello – Ravenna
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A Ravenna si trova la statua che tutte le donne vogliono baciare, quella di Guidarello Guidarelli, nobile cavaliere la cui raffigurazione sulla lastra tombale, ad opera di Tullio Lombardo, è conservata nella Pinacoteca della città romagnola, presso il Museo d'Arte – MAR. Secondo la leggenda, le donne nubili che baciano la statua di Guidarello si sposeranno entro l’anno. La fama della lastra tombale ha travalicato i confini nazionali, tanto che ogni anno arrivano da tutto il mondo lettere d'amore, spesso contenenti del denaro, con l'ordine di acquistare mazzi di rose rosse da deporre ai piedi della statua.
Fontana del Bargello – Gubbio
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A Gubbio, la fortuna aiuta i matti. Soprattutto chi ha la “patente da matto”. Per prenderla, bisogna recarsi davanti all'antico Palazzo del Bargello, e fare 3 giri intorno alla fontana, denominata “fontana dei matti”. Secondo un'antica tradizione, il turista che compie tre giri di corsa intorno ad essa, mentre altre persone lo bagnano con l'acqua, acquisisce la cittadinanza di Gubbio ed il titolo di "Matto Onorario d'Agobbio", dove il termine “matto” si riferisce alla proverbiale imprevedibilità e ironia tipica degli eugubini, mattacchioni e bizzarri.
Il Porcellino – Firenze
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Per i superstiziosi che si recano a Firenze, una tappa obbligata è la fontana del Porcellino, situata in pieno centro, a margine della Loggia del Mercato Nuovo. In realtà si tratta di un cinghiale (chiamato impropriamente “porcellino”) e tradizione popolare vuole che toccargli il naso porti fortuna. Ad alimentare questa credenza, è anche il suo muso risplendente, lucidato a dovere dal giornaliero sfregamento di migliaia di mani. Perché il rito propiziatorio sia completo, bisogna appoggiare una monetina nella bocca del Porcellino, dopo averne strofinato il naso: se, cadendo, la monetina oltrepassa la grata, il desiderio espresso si avvererà.
L’Ossario – Napoli
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A conclusione del tour della fortuna, troviamo Napoli, città dove la scaramanzia la fa da padrona. Qui, nell'antico e suggestivo Cimitero delle Fontanelle, si trova il più grande ossario d'Europa. Le ossa raccolte appartengono alle vittime della peste del 1652 e del colera del 1836. Tra le "capuzzelle" più venerate c'è quella di Donna Concetta o “il teschio che suda”, alla quale i fedeli chiedono grazie, poggiando la mano sul cranio: se questo si bagna, la grazia è ricevuta.