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Dove colpisce "Fleximan": tutti gli autovelox abbattuti in Italia

La mappa degli autovelox abbattuti da "Fleximan" che sta prendendo di mira i dispositivi di rilevamento della velocità italiani, mettendoli ko

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Autovelox sulla strada

Gli autovelox del Nord Italia non hanno pace: in giro c’è qualcuno che li prende di mira e li abbatte, perché ritiene i Comuni colpevoli di utilizzarli solo per fare cassa.

Tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 sono tanti gli autovelox abbattuti tra il Piemonte, il Veneto e la Lombardia: il modus operandi è sempre lo stesso e per questo motivo si è sparsa la voce che sia opera di un solo autore, ribattezzato “Fleximan“.

Il soprannome deriva dal fatto che gli autovelox vengono abbattuti utilizzando un flex a batteria con cui si sega alla base il palo che sostiene il dispositivo per la rilevazione della velocità.

Dove sono gli autovelox abbattuti da “Fleximan”

L’ultimo autovelox abbattuto da “Fleximan” in ordine cronologico si trovava sulla Statale Asolana, nel territorio della provincia di Cremona: il dispositivo, piazzato solo poche ore prima, doveva entrare in funzione a giorni, ma è stato messo ko nella giornata di sabato 13 gennaio 2024.

Qualche settimana prima, alla vigilia di Natale, due autovelox sono caduti sotto le mani di quello che è diventato un vero e proprio beniamino dei social: “Fleximan” ha colpito prima sulla Statale 231 nel territorio dei Asti e poi nel Bellunese. I dispositivi sono stati abbattuti con il solito modus operandi, tagliando i pali con un flex a batteria.

Tra tutti gli autovelox fin qui abbattuti, quello che ha fatto più notizia è stato il dispositivo posizionato a Colle Santa Lucia sul Passo Giau, in provincia di Belluno: considerato da tempo come l’autovelox più spietato d’Italia, nel 2021 fece raccogliere multe per oltre 550.000 euro. Il bilancio, fino a questo momento, parla di nove autovelox abbattuti in Veneto (la maggior parte in provincia di Rovigo), uno in Lombardia e uno in Piemonte.

C’è da dire che il vandalismo nei confronti degli autovelox è sempre esistito: sono diversi i casi che raccontano di lanci di vernice per oscurare gli obiettivi dei dispositivi di rilevamento della velocità in strada, ma anche di coperture con teli e danneggiamenti a colpi di mazze, fionde e pistole. Da avvenimenti sporadici, però, ora sembra si stia assistendo a qualcosa di sistematico.

Cosa rischia chi abbatte gli autovelox

Pur essendo diventato una sorta di eroe per il popolo del web, il responsabile dei danni agli autovelox rischia molto in termini legali. A tal proposito si è espresso Francesco Centonze, docente di diritto penale all’Università Cattolica, inserita nella classifica THE 2024 delle migliori università al mondo:

“Ci sono robusti argomenti per ritenere queste condotte punibili almeno con il reato di danneggiamento che prevede sino a tre anni di carcere – le parole di Francesco Centonze riportate da Il Giornale – e non mi sorprenderebbe se le procure si orientassero in questa direzione”. Il docente ha spiegato, inoltre, che l’eventuale condannato potrebbe essere anche chiamato a risarcire i danni causati.

Intanto sia in Piemonte che in Veneto sono state avviate le indagini finalizzate a risalire agli autori del raid, anche se l’opinione comune indica un solo responsabile riguardo l’abbattimento degli autovelox. Sarà la giustizia a fare il proprio corso, chiarendo se l’autore dei danni è uno, il famoso “Fleximan”, oppure saranno più persone a dover rispondere delle accuse.