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Duomo di Vigevano, l'altare d'oro da un milione è un caso

Il nuovo altare del Duomo di Vigevano realizzato in marmo da Emiliano Viscardi è giudicato da molti non adatto all'ambiente barocco della chiesa

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Duomo di Vigevano, l'altare d'oro da un milione è un caso

Il Duomo di Vigevano dopo essere stato per anni oggetto di numerosi lavori di restauro è ora stato adornato con un nuovo altare. La scelta di questo altare sta facendo molto discutere dato che molti fedeli lo reputano poco adatto allo stile e all’ambiente della chiesa.

L’altare d’oro del Duomo di Vigevano

Sono iniziati nel 2019 i lavori di ristrutturazione del Duomo di Vigevano che hanno coinvolto varie aree dell’edificio religioso ma anche il Museo del Tesoro, il palazzo vescovile, la Biblioteca e l’archivio diocesano. Nel 2016, infatti, la Diocesi di Vigevano aveva partecipato e vinto un bando di gara della Cariplo, dal titolo “Progetti Emblematici” presentando una serie di progetti di restauro conservativo e ristrutturazioni su immobili di valenza storica. Il progetto prevedeva non solo la ristrutturazione del Duomo ma anche il restauro delle cappelle laterali e la posa dell’opera contemporanea di Stefano Arienti nella cappella del Crocifisso. La parte dei lavori che sta facendo maggiormente discutere però è quella che riguarda il nuovo altare che è stato realizzato con il marmo di Carrara da Emiliano Viscardi, artista e docente all’accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

Grazie ai fondi ricevuti (quasi un milione di euro) si sono potuti ricostruire l’ambone, la cattedra episcopale, il portacero pasquale e soprattutto l’altare. Questo è stato realizzato da un blocco in marmo di 8 tonnellate e secondo molti non sarebbe adeguato agli ambienti della chiesa visti anche i suoi colori blu e oro. Il Duomo, infatti, vanta uno stile barocco e arredi sei-settecenteschi, mentre l’altare rispecchia l’arte moderna e contemporanea.

Sabato 17 settembre Monsignor Maurizio Gervasoni ha presentato alla comunità il termine dei lavori e ha comunicato che la consacrazione del nuovo altare avverrà sabato 26 novembre alle 15,30 alla presenza del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, del cardinale Oscar Cantoni e di altri vescovi lombardi.

La storia del Duomo di Vigevano

Il Duomo di Vigevano, noto anche come Cattedrale di Sant’Ambrogio, è un edificio religioso che risale al XVII secolo. Il Duomo è stato inizialmente voluto da Francesco II Sforza nel 1532, su progetto di Antonio da Lonate ed è stato costruito sul luogo in cui era già presente un edificio religioso. Durante il dominio degli Sforza, Vigevano raggiunse il suo periodo di massimo splendore divenendo una delle residenze ducali e centro manifatturiero di grande fama per la lavorazione dei panni di lana e di lino. Il suo patrimonio storico e architettonico negli anno ha conquistato anche gli inglesi che l’hanno definita una “gemma architettonica”. 

Con la morte di Francesco Sforza i lavori di costruzione del Duomo purtroppo sono rallentati dato che potevano procedere solo grazie alle donazioni dei fedeli e dei vescovi. Consacrata nel 1612, la chiesa non era però terminata dato che l’imponente facciata barocca è stata realizzata in seguito da Juan Caramuel y Lobkowitz, vescovo della città dal 1673 al 1682.

La facciata vanta una particolare curvatura ellissoidale che è stata ideata per compensare l’asimmetria dell’edificio con la piazza antistante. Per la sua straordinarietà la facciata del Duomo di Vigevano è considerata uno degli esempi più raffinati di architettura barocca non solo della Lombardia ma di tutta Italia. L’interno dell’edificio religioso è a croce latina e ha tre navate che conservano preziose opere d’arte. Il campanile è stato eretto sulla base di una torre trecentesca che era molto probabilmente l’antica torre civica. Durante i lavori di restauro è stata rinvenuta all’interno del Duomo la tomba di Muley Xeque, un principe marocchino nato a Marrakech nel 1566 e morto a Vigevano nel 1621 dopo essersi convertito al cristianesimo.