La storica Capannina di Viareggio diventa un ristorante di sushi
La Capannina di Viareggio diventa un ristorante di sushi: addio al mitico locale che ha ospitato due edizioni del futuro Festival di Sanremo

Cambio epocale per la Capannina di Viareggio, uno dei locali più famosi della Versilia: la sede di quello che è stato l’antenato del Festival di Sanremo sta per diventare un ristorante di sushi.
Svolta per la storica Capannina di Viareggio: cosa diventerà
La Capannina di Viareggio è uno dei luoghi più carichi di storia di tutta la Versilia: situato davanti alla pineta di Ponente, nel corso degli anni ha contribuito a scrivere pagine indelebili delle estati viareggine, ma ora deve fare i conti con i tempi moderni e si appresta a cambiare destinazione d’uso.
Come riportato dal ‘Corriere della Sera’, l’attuale proprietario dell‘immobile aveva acquistato il locale qualche anno fa con la volontà di trasferire la sede viareggina dl suo ristorante, ma il progetto è poi tramontato definitivamente.
Ne è seguita una fase in cui il locale è rimasto inattivo, prima che si facesse avanti una famiglia di imprenditori italo-cinesi, intenzionata a farlo diventare un ristorante di sushi. Nel mese di novembre del 2025 il Comune ha dato il via libera alla risistemazione dell’immobile, permettendo così l’inizio dei lavori finalizzati a trasformare per sempre la storica Capannina.
La notizia relativa all’apertura del ristorante di sushi è tornata in auge nei giorni scorsi, grazie alla pubblicazione di un post su uno dei gruppi social più noti a Viareggio, dove si parla addirittura di un investimento da un milione di euro con circa 20 posti di lavoro; l’apertura sarebbe previsa entro la fine del mese di settembre, dunque imminente.
La storia della Capannina di Viareggio
La Capannina di Viareggio, da non confondere con l’omonimo locale di Forte dei Marmi, si trova in via Marco Polo 2 ed è passata alla storia per aver ospitato alcune delle primissime edizioni del Festival della Canzone Italiana, prima che diventasse il Festival di Sanremo.
Il compositore, paroliere e giornalista italiano Aldo Valleroni, nell’estate del 1947, propose a Viareggio un concorso canoro che potesse presentare nuove canzoni e animare la stagione estiva della Versilia: l’idea, non approvata per quella stessa estate, venne poi promossa per la successiva.
Nell’agosto del 1948 Viareggio ospitò così il Festival Nazionale della Canzone Italiana, presso la mitica Capannina del Marco Polo: l’edizione vide trionfare Pino Moschini con il brano ‘Serenata al primo amore’. Si narra che tra gli artisti in gara ci fosse anche un giovanissimo Pietro Angela al pianoforte. La kermesse venne ripetuta anche l’anno successivo con maggiori investimenti e più canzoni in gara: a trionfare fu Narciso Parigi con ‘Il topo di campagna’.
L’anno dopo, a causa delle condizioni meteo avverse, il Comune si ritrovò costretto a ridurre alcune spese, tra cui quelle per il Festival: fallito il tentativo di ottenere altri contributi, la manifestazione non si svolse. La leggenda narra che Per Bussetti, gestore del Casinò di Sanremo, era presente a Viareggio nell’estate del 1948 e riconobbe il potenziale del Festival, decidendo di trasferirlo proprio a Sanremo. Nel corso degli anni la Capannina si è distinta come locale simbolo delle estati in Versilia, diventando un punto di riferimento per il liscio, il tango e i balli caraibici come salsa, bachata e kizomba.
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