Sardegna depredata, 4 tonnellate di sabbia e conchiglie in 2 anni
Depredate le spiagge della Sardegna: sono state sequestrate quattro tonnellate di sabbia e conchiglie portate via dalle coste appena due anni

Prosegue la lotta al saccheggio delle spiagge della Sardegna: i controlli del personale dell’Enac e dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, effettuati nello scalo aeroportuale Olbia Costa Smeralda, hanno portato al sequestro di circa quattro tonnellate di sabbia, ciottoli e conchiglie, sottratte delle coste dell’isola.
In Sardegna sequestrate 4 tonnellate di sabbia e conchiglie
Come riportato da ‘RaiNews’, a fare razzia dei sedimenti naturali sono stati tanti turisti che per portarsi a casa un souvenir della Sardegna, hanno pensato bene di prelevare quantitativi di sabbia e conchiglie dalle spiagge, incuranti delle norme che ne vietano tassativamente la raccolta.
I dati relativi ai sequestri sono stati forniti durante la presentazione del progetto intitolato Riportami al Mare, andato in scena della sede dell’Area Marina Protetta Tavolara – Punta Cosa Cavallo a Olbia, di fronte alla presenza del presidente Francesco Lai, del direttore Leonardo Lutzoni e di Mario Garau, routes development manager della Geasar.
Proprio Garau ha dichiarato: “Il progetto Riportami al Mare rappresenta una delle iniziative di sensibilizzazione per la salvaguardia ambientale in cui noi crediamo molto e puntiamo da anni, in stretta collaborazione con l’AMP Tavolara e i Forestali. Serve incrementare ancora di più la divulgazione del concetto della tutela del nostro ambiente”.
Il progetto Riportami al Mare è giunto al suo sesto anno di attività: nato dalla collaborazione tra Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo, Geasar Spa, Regione Sardegna, Enac e Corpo Forestale, ha come obiettivo quello di restituire alle spiagge sarde i sedimenti naturali sequestrati durante i controlli negli aeroporti.
Al tempo stesso il progetto mira a promuovere una maggiore consapevolezza sul valore e sulla fragilità degli ecosistemi costieri, messi a repentaglio dalle cattive abitudini di alcuni turisti che visitano la Sardegna, regione che vanta diverse spiagge premiate con le Cinque Vele 2026.
Dove sono stati reinseriti i materiali sequestrati in Sardegna
I materiali sequestrati rappresentano un componente fondamentale dell’equilibro naturale della Sardegna e sono stati reinseriti nel sito di Tramontana, dietro l’isola di Tavolara. A individuare l’area più idonea è stato Enrico Paliaga, geologo incaricato da Geasar che ha esaminato i reperti, scegliendo il miglior luogo dove risistemarli in base alla loro composizione.
L’operazione, fa sapere ‘Unione Sarda’, si è svolta precisamente a Cala Tramontana, alle spalle di Spalmatore di Terra: qui i sedimenti sequestrati sono stati reimmessi nell’ambiente dopo un accurato studio geologico. Non tutte le sabbie sono uguali e i materiali sequestrati provengono da diverse aree della Sardegna: per questo motivo hanno bisogno di essere analizzati così da individuare la maggiore compatibilità possibile con il sito di destinazione.
Il lavoro svolto dal geologo, dunque, è stato fondamentale per verificare la composizione e la provenienza dei materiali sottratti dai turisti e scegliere così la spiaggia più adatta per il reinserimento.
A tal proposito Francesco Lai ha dichiarato: “Grazie alla caratterizzazione e cernita dei materiali li inseriamo in determinate località che rispettino proprio quelle caratteristiche – si legge su ‘La Nuova Sardegna’ – e grazie a questo progetto riusciamo a reimmettere nell’ambiente naturale sabbia, sedimenti e conchiglie sequestrati a turisti più o meno consci del gesto che compiono”.
POTREBBE INTERESSARTI
-
Dua Lipa e Callum Turner sono ancora in Italia: tappa a Tropea
-
Nel torrente Cormor a Udine scoperto un tesoro di gioielli
-
Ferrara Summer Festival 2026: musica, spettacolo e grandi eventi
-
Migliori vini italiani, svelati i Decanter Awards 2026
-
A Roma inaugurata la statua di Alberto Sordi: dove si trova
-
Dove vive Pupo: la sua bellissima villa in Toscana
-
Le migliori città del 2026 per il cibo, solo una è italiana
-
In Italia ci sono quasi 30 mila bombe inesplose, la mappa
-
Pesce scorpione a Santa Caterina in Salento: i rischi

