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Quanto paga di tasse Jannik Sinner in Italia

Quanto paga di tasse Jannik Sinner in Italia: il tennista è tra i maggiori contribuenti per le imposte generate da tutte le attività nel nostro Paese

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

La Sinner-mania non si placa: le vittorie continuano a fare breccia nel cuore dei tifosi e stuzzicano la curiosità dell’opinione pubblica, sempre affamata di notizie sul talento altoatesino. La voglia di curiosità non si placa mai: c’è chi vuole sapere dove trascorra le vacanze (le ultime sul lago di Garda, ndr), chi si chiede quanto guadagni da tornei e sponsor e c’è anche chi si interroga sull’ammontare delle sua tasse.

A questa domanda ha risposto un articolo pubblicato su ‘Italia Oggi’ che fa i “conti in tasca” a Sinner: nonostante la residenza a Montecarlo, Sinner è tra i maggiori contribuenti del nostro Paese, perché sono diverse le imposte sui redditi prodotti dal fenomeno azzurro in Italia.

Quanto paga di tasse Sinner in Italia

Tutte le attività di Sinner in Italia, dai tornei alle sponsorizzazioni, passando per le ospitate in tv e gli investimenti immobiliari, vengono tassate nel nostro Paese: parliamo di cifre considerevoli, alla faccia di tutte le inutili polemiche legate alla residenza fiscale dell’attuale numero 2 del ranking ATP.

L’ammontare preciso delle tasse pagate da Sinner in Italia non può essere rivelato, ma Alessandro Belluzzo avvocato e fondatore della Belluzzo International Partners, boutique professionale multidisciplinare con uffici sparsi in tutto il mondo, ha spiegato la situazione del tennista a livello fiscale:

“Sinner risiede a Monaco dove ha sue società che seguono i suoi diritti di immagine – le parole di Belluzzo riportate da ‘Italia Oggi’ – e nel Principato le società vengono tassate. Poi Sinner, nei periodi in cui risiede a Monaco, spende a Monaco, versa l’Iva nelle casse del Principato. Quanto ai premi che vince giocando a tennis, lui paga le tasse o alla fonte (come, ad esempio, in Italia, dove l’aliquota è del 30%, ndr) oppure, come in Inghilterra, deve fare la dichiarazione dei redditi e pagare una aliquota del 45%. Solo in alcuni paesi i premi sono esentasse, tra cui Riyad, in Arabia Saudita. Perciò Sinner lo possiamo considerare certamente residente monegasco, ma contribuente del mondo. Guadagna tanto, ma le tasse le paga”.

Le tasse sui tornei e l’indotto per il territorio

Anche senza la residenza in Italia, Sinner risulta dunque un grande contribuente per il nostro Paese. Ogni sua azione sul territorio nazionale rientra nel regime fiscale italiano: gli investimenti immobiliari – l’ultimo in ordine di tempo riguarda l’acquisto di due appartamenti a Milano – vengono tassati in Italia, così come tutti i contratti di sponsorizzazione siglati con marchi e aziende italiane.

Per non parlare dei tornei: solo di tasse sui montepremi vinti nel 2025 sul suolo Italia, circa 5 milioni di euro, Sinner ha versato all’erario quasi 1,5 milioni di euro. E oltre a pagare le tasse, Sinner si distingue come “produttore” di ricchezza: le ultime ATP Finals di Torino, infatti, hanno generato un gettito fiscale netto di 100 milioni di euro tra i biglietti, gli sponsor e l’indotto sul territorio, cifre impensabili senza la sua presenza.

Lo stesso discorso vale per gli sponsor: Sinner è stato inserito nella classifica degli sportivi che fanno guadagnare di più al mondo, perché averlo come testimonial genera profitto per i brand che lo mettono sotto contratto. E come detto, per i marchi italiani le tasse vengono pagate in Italia.