Olimpiadi di Milano-Cortina, scoppia il caso Ghedina: la polemica
Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, caso Kristian Ghedina: il rammarico dell'ex sciatore azzurro per non essere stato scelto come testimonial
A meno di due mesi dall’inizio delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, l’ex sciatore Kristian Ghedina ha manifestato tutto il suo rammarico per non essere stato coinvolto come testimonial dell’evento: proprio lui che è originario di Cortina e ha dato tanto a tutto il movimento azzurro degli anni Novanta.
Alle Olimpiadi di Milano-Cortina scoppia il caso Ghedina: la polemica
Ghedina è intervenuto a ‘Il Salotto di Zenato’, uno degli incontri culturali di Nadia Zenato a Peschiera del Garda, dove era ospite l’11 dicembre per presentare la sua autobiografia intitolata ‘Ghedo. Non ho fretta ma vado veloce’. Tra i tanti temi affrontati c’è stato, ovviamente, quello legato ai prossimi Giochi Invernali e al suo mancato coinvolgimento
“Da cortinese per le Olimpiadi mi aspettavo di poter essere tra i testimonial, di mettere la mia faccia in un evento così importante. Invece, si sono dimenticati di me e questo mi ha sorpreso e amareggiato – ha dichiarato l’ex sciatore azzurro – tanti pensano che io sia testimonial, ma invece non è così. Credo che il campione locale debba rappresentare il territorio, e un coinvolgimento me lo sarei aspettato”. Lo stesso Ghedina ha però ricordato che sarà tra i tedofori che accompagneranno la Torcia Olimpica attraverso il lungo viaggio in tutta Italia: “In compenso sarò uno dei tedofori”.
Kristian Ghedina aveva espresso tutto il suo dispiacere per non essere stato chiamato a fare da testimonial delle Olimpiadi Invernali in un’intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’ nelle scorse settimane. In quell’occasione lo sciatore aveva dichiarato: “In tanti credevano che io fossi stato incluso di default nell’organizzazione. Nessuno mi ha cercato e io non mi sono proposto. Mi aspettavo che lo facessero, però. Farò degli eventi legati ai miei sponsor, ma sono cose esterne al programma ufficiale”.
L’eredità delle Olimpiadi: un monito per il futuro
Nella stessa intervista, Kristian Ghedina aveva parlato dell’importanza delle Olimpiadi per tutto il territorio e di quanto sia fondamentale sfruttare l’onda lunga dell’evento e far sì che le strutture costruite servano anche a manifestazione ultimata:
“I cinque cerchi devono lasciare un’eredità, un’Olimpiade è un treno ad alta velocità con tanti contributi esterni, quindi, se non si è degli sprovveduti, bisogna riuscire a cogliere l’occasione. Bisognerà però anche essere bravi a far sì che le strutture e le infrastrutture che vengono fatti servano anche per il dopo.
Va bene per le Olimpiadi, ma abbiamo visto in queste ultime edizioni invernali in Russia e Cina, che sono fuori luogo, hanno realizzato delle cattedrali nel deserto e questo non deve succedere nel nostro Paese. Dobbiamo cercare di fare delle strutture, e penso che lo stiamo facendo, che servano per il dopo. Questo è quello che deve lasciare un’Olimpiade”.
Originario di Cortina d’Ampezzo, Kristian Ghedina è stato uno dei migliori specialisti delle prove veloci negli anni Novanta, ottenendo tre medaglie ai Mondiali di Sci e ben 13 gare in Coppa del Mondo. Per due volte ha vinto la medaglia d’argento ai Mondiali: nella combinata di Saalbach-Hinterglemm 1991 e nella discesa libera di Sierra Nevada 1996. Un bronzo, invece, è arrivato nella discesa libera di Sestriere 1997.
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