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Olimpiadi Invernali, a Milano raddoppia la tassa di soggiorno

In vista delle Olimpiadi Invernali del 2026 raddoppia la tassa di soggiorno a Milano: ecco le nuove tariffe e quale sarà l'impatto sull'ospitalità

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Raddoppia la tassa di soggiorno a Milano per il 2026, l’anno delle Olimpiadi Invernali: la misura è stata approvata dalla giunta comunale e ha suscitato timori e preoccupazione nel settore dell’ospitalità.

A Milano raddoppia la tassa di soggiorno per le Olimpiadi Invernali

La nuova misura che entrerà in vigore a gennaio 2026 a Milano prevede un prelievo di 10 euro a notte nelle strutture alberghiere di fascia alta, di 7,4 euro negli alberghi a tre stelle, di 5 euro per quelli a due stelle e di 4 euro per gli hotel a una stella. Contributo di 9,5 euro per le case vacanza, le locazioni brevi e i bed and breakfast, 7 euro nelle case per ferie e 3 euro negli ostelli per la gioventù e nelle aziende ricettive all’aria aperta.

L’incremento della tassa di soggiorno è stato disposto con l’obiettivo di adeguare le tariffe ai livelli previsti dal decreto legge del 29 ottobre 2025 che autorizza un aumento straordinario, fino a cinque euro per notte, nelle città coinvolte negli eventi sportivi.

Il decreto legge riguarda i Comuni della Lombardia e del Veneto che si trovano entro trenta chilometri di distanza dalle sedi di gara delle Olimpiadi Invernali del 2026, per garantire un sostegno finanziario adeguato alle amministrazioni locali impegnate nell’organizzazioni delle manifestazioni sportive.

Sempre nel decreto è specificato che il gettito aggiuntivo derivante dall’aumento della tassa, viene poi suddiviso in due quote: la prima resta nelle disponibilità del Comune, per legge libero di destinarlo a interventi in ambito turistico, a sostegno delle strutture ricettive, ai lavori di manutenzione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale; l’altra metà viene invece acquisita dal bilancio dello Stato, con destinazione vincolata al finanziamento delle attività connesse ai Giochi Olimpici e Paralimpici.

Le preoccupazioni delle associazioni

L’aumento della tassa di soggiorno a Milano per le Olimpiadi Invernali del 2026 preoccupa le associazioni di settore. Il presidente di Federalberghi Milano, Maurizio Naro, ha evidenziato come la misura possa comportare il rischio di “distruggere quello che si è costruito in 25 anni per rendere la città una destinazione mondiale per i congressi e per il turismo business”.

Sempre Naro ha dichiarato: “Milano non è solo una meta di turismo di piacere ma anche di affari e non si penserà a un’esenzione per il turismo congressuale temiamo che Milano possa perdere la sua leadership – si legge su ‘TgCom24’ – l’aumento rischia di provocare danni e se lo avessimo fatto noi sicuramente il sindaco Sala ci avrebbe attaccato”.

Le preoccupazioni circa l’aumento della tassa di soggiorno sono arrivate anche dal comparto extralberghiero, con il presidente di Recasa Lombardia, Francesco Zorgno, che ha definito l’incremento “un provvedimento grave” per le case vacanza, le locazioni brevi e i bed and breakfast.

A tal proposito Zorgno ha spiegato: “Così si compromette in modo grave la capacità ricettiva di Milano e si condiziona quella che sarà la ricettività anche dopo i Giochi Olimpici. Ci sarà la riduzione di quello che era un trend positivo. Le persone non rimarranno più a dormire a Milano e ci sarà un turismo mordi e fuggi. Quindi è una decisione miope anche dal punto di vista economico, perché se si pensava di fare cassa non sarà così, visto il minor numero di viaggiatori”.