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Milano Cortina, il debutto dell'Arena Santa Giulia è un caso

Milano-Cortina 2026, il debutto dell'Arena Santa Giulia è un caso: buco nel ghiaccio in una partita di Coppa Italia, "Test Event" prima dei Giochi

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Il debutto dell’Arena Santa Giulia per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 è già un caso: durante una delle partite di Coppa Italia di hockey, grande “Test Event” generale per il neonato palazzetto milanese, c’è stato un piccolo intoppo, causato da un buco nel ghiaccio.

Milano-Cortina 2026, il debutto dell’Arena Santa Giulia è un caso: buco nel ghiaccio

Il fuoriprogramma all’Arena Santa Giulia di Milano è andato nel bel mezzo della partita di Coppa Italia tra Varese e Caldaro: il match è stato interrotto all’improvviso per via di un buco nel ghiaccio. Lo stop è avvenuto nel primo periodo, a causa della formazione di un buco sulla superficie ghiacciata che ha costretto gli addetti ai lavori a un intervento d’emergenza, per ripristinare la sicurezza della pista.

Dopo qualche minuto, il problema è stato risolto: il match è ripreso regolarmente e ha visto la vittoria di Caldaro per 8-3. La notizia del buco ha fatto rapidamente il giro dei social, tra chi già teme episodi simili ai Giochi Invernali e chi parla di ritardi nell’organizzazione.

Gli stessi giocatori di hockey, però, hanno voluto tranquillizzare tutti al termine della partita: ai microfoni dei cronisti hanno spiegato che inconvenienti del genere sono “assolutamente normali” quando si pattina su un ghiaccio posato di recente; il buco, descritto come “piuttosto piccolo”, non preoccupa in vista delle Olimpiadi e può essere classificato come un semplice incidente di rodaggio.

In precedenza l’Arena Santa Giulia aveva attirato critiche da parte dei media internazionali e in modo particolare da quelli statunitensi che manifestato diverse perplessità sulla piena conformità dell’arena agli standard olimpici e sui tempi di completamento dei lavori.

Dagli USA nei mesi scorsi aveva storto il naso sul fatto che il primo test del ghiaccio posato fosse stato programmato per gennaio, a meno di un mese dall’inizio delle Giochi Olimpici. Il ‘New York Post’, a tal proposito, aveva scritto: “le sedi olimpiche devono essere sottoposte a teste con un anno o più di anticipo, in particolare le arene con ghiaccio”.

Il nuovo palazzetto di Milano

L’Arena Santa Giulia è tra le nuove strutture che ospitano gare delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026: nell’impianto andranno in scena diverse partite dei tornei maschile e femminile di hockey su ghiaccio e al termine della manifestazione verrà utilizzato per eventi sportivi, culturali e musicali.

Struttura coperta e polifunzionale, l’Arena si estende in un’are di circa 77.000 metri quadrati: la capienza all’interno del palazzetto è di 16.000 posti, di cui 12.000 seduti e 4.000 in piedi. La costruzione della struttura è rientrata nel contesto di riqualificazione del quartiere Santa Giulia, situato nella periferia sud-est di Milano e denominato Montecity-Rogoredo.

Anche se l’idea di realizzare l’Arena sia nata in occasione della candidatura di Milano e Cortina per ospitare le Olimpiadi Invernali, l’amministrazione cittadina stabilità chiaramente che l’impianto si sarebbe realizzato indipendentemente dalla scelta della sede da parte del Comitato Olimpico Internazionale.

Una volta terminati i Giochi Olimpici, all’Arena Santa Giulia di Milano andranno in scena eventi sportivi, culturali e musicali: sarà il teatro di alcuni dei concerti più attesi del 2026 in Italia, come quello di Ligabue in programma il 6 maggio. Tre giorni dopo, invece, sarà la volta di Annalisa.