Favette, i dolci di Trieste inseriti nella lista PAT

Golosità tipica di Trieste e Gorizia, le favette sono dolcetti con una storia antichissima, e per questo inserite nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali friulani e giuliani (PAT)

Favette, i dolci di Trieste tutelati dal PAT

Se andate a Trieste o nella vicina Gorizia, non potete non provare le celebri favette, inserite nella lista dei Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) del Friuli-Venezia Giulia e quindi riconosciute come caratteristiche del territorio. Dolce tipico nato per simboleggiare la commemorazione dei defunti durante la festa dei Morti, oggi è diventato un dessert adatto ad ogni occasione.
Si tratta di dolcetti rotondi, a base di mandorle bianche, miele, uova, zucchero e liquore, le cui prime apparizioni risalirebbero all’autunno del 1860, in occasione dell’inaugurazione del Castello di Miramare a Trieste. Si narra che, durante l’evento, queste particolari palline morbide e colorate, della grandezza di una ciliegia, vennero offerte a tutti gli invitati.

Per capire perché si chiamano “favette dei morti”, però, bisogna andare ancora più a ritroso nel tempo. Nell’antichità si riteneva, infatti, che le fave potessero mettere in comunicazione il mondo dei vivi con quello dei morti. Questo per via delle radici lunghissime della pianta che arrivano in profondità nel terreno, ma anche per via del colore del fiore della fava, bianco con macchie nere. Le forme di queste ultime rimanderebbero a quella della lettera greca “Tau” (la nostra T), prima lettera di “Tanathos”, che significa, appunto, “morte”.

Col passare dei secoli, le fave sono state sostituite da dolcetti che ne ricordano la forma. Preparati principalmente nel periodo autunnale, da settembre alla fine di novembre ed in particolare per la ricorrenza dei defunti, si possono trovare in alcune pasticcerie triestine anche nel periodo natalizio e oltre. Le tre colorazioni delle gustose e originali favette triestine simboleggiano il ciclo vitale: il bianco indica la nascita, il rosa la vita, il marrone, infine, la morte. Gli ingredienti variano a seconda del colore che si vuole ottenere e ne esistono diverse interpretazioni. L’impasto è solitamente a base di mandorle bianche pelate e macinate unite allo zucchero, uova, miele, farina di riso, maraschino, acqua di rosa e cacao.

Le favette della provincia di Trieste e Gorizia rientrano nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali friulani e giuliani (PAT) riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, su proposta della regione Friuli-Venezia Giulia.

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