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Lo chef Davide Oldani firmerà il menu alla Prima della Scala 2025

Lo chef Davide Oldani, nell'attesa serata di gala, firmerà il menu della Prima della Scala con una cucina ispirata alla tradizione italiana e a Milano

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Oldani firma il menu della Prima della Scala

L’annuncio circola da giorni negli ambienti milanesi più attenti e ora diventa ufficiale: lo chef Davide Oldani firmerà il menu del dopo Scala, la cena di gala che tradizionalmente segue la Prima.

Quando si terrà la cena della Prima della Scala firmata da Oldani

La Prima del Teatro alla Scala 2025–2026 si aprirà il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio, con Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk diretta da Riccardo Chailly.

Subito dopo, nella cornice della Società del Giardino, andrà in scena la cena di gala affidata alla creatività di Davide Oldani, due stelle Michelin e stella verde al suo ristorante D’O a Cornaredo.

Oldani, che si definisce da sempre un fautore della Cucina Pop, lega la sua identità gastronomica a una ricerca sulle materie prime e sulla fruibilità del piatto. Come riportato su ‘Cook’ del ‘Corriere della Sera’, descrive così la sua filosofia: “Il Pop è un modo di essere, di vivere e poi di cucinare… La vita è un insieme di ingredienti che compongono la nostra ricetta personale”. Un pensiero che trova sintesi proprio nella chiamata del Teatro alla Scala, dove cucina e cultura convivono da decenni in un rituale che esige misura, competenza e sensibilità.

La regia dell’evento sarà nuovamente affidata a Caffè Scala Banqueting, realtà che collabora con la Fondazione Teatro alla Scala da diverse stagioni. Il coordinamento sarà guidato da Salvatore Quartulli, figura storica dell’ospitalità meneghina, noto per trasformare ogni ricevimento in un’esperienza calibrata e raffinata.

Il menu pensato da Oldani per il 7 dicembre sarà uno dei momenti più attesi della serata, perché unisce elementi della cucina classica italiana a tocchi milanesi, in equilibrio tra essenzialità e rigore.

Qual è il menu ideato da Oldani per la serata di gala

La cena si aprirà con un aperitivo a passaggio, seguito da un servizio curato da un team di maggiordomi specializzati. Il percorso gastronomico firmato Davide Oldani prevede piatti che alternano morbidezze, contrasti e richiami alla tradizione senza rinunciare alla verticalità gustativa che caratterizza da sempre il suo stile.

Il menu includerà Artisia, uno “spaghetto” con crema di cavolfiore; una vellutata di zucca arricchita da semi tostati, polvere di caffè e sciroppo al balsamico; un baccalà tiepido con uvetta; cappelletti al burro nocciola e salvia; un “Rustin Negàa” di vitello con spinaci e fico al passito; e, in chiusura, un dessert al cioccolato, mandorla e arancia. In abbinamento ci saranno i vini delle Tenute Moretti, con Bellavista che prosegue la sua partnership storica con il Teatro alla Scala.

Parallelamente, la mise en place seguirà un’impostazione sobria e luminosa: tovagliato avorio creato per l’occasione, porcellane con bordo oro, posateria dorata e cristalli finemente serigrafati. La scelta della sedia Chiavarina nera aggiunge un contrasto contemporaneo che dialoga con l’atmosfera storica della sala.

All’interno di questo equilibrio tra estetica e sostanza si inserisce anche il tema della sostenibilità umana, centrale nel percorso di Oldani, che ribadisce spesso l’importanza di “investire sui giovani, garantire turni sostenibili e promuovere un equilibrio vita-lavoro, rifiutando l’idea che un grande cuoco debba lavorare 15 ore al giorno”.

La cena del dopo Scala si prepara quindi a diventare non solo un momento di celebrazione, ma anche un luogo in cui tradizione e contemporaneità convivono attraverso lo sguardo dello chef.