Cannavacciuolo: "Tante regioni non valorizzano i prodotti tipici"
Chef Cannavacciuolo richiama l'attenzione sui prodotti tipici delle regioni italiane e sulla necessità di valorizzarli e promuoverli al meglio
- Antonino Cannavacciuolo richiama l’attenzione sulle eccellenze gastronomiche italiane e sul bisogno di raccontarle meglio per renderle riconoscibili e valorizzate.
- La salsiccia di Bra diventa l’esempio di un prodotto capace di rappresentare un territorio, sostenere l’identità locale e mantenere vive tradizioni e lavorazioni artigianali.
- Dal 2027 lo chef tornerà in tv con Taste of Italy, viaggio tra province e sapori d’Italia insieme ad Anna Zhang e Chiara Pavan.

Antonino Cannavacciuolo ha richiamato l’attenzione sul patrimonio gastronomico italiano che, a suo giudizio, non sempre viene promosso come meriterebbe. Secondo lo chef, un prodotto tipico può diventare il simbolo di una città e uno strumento per raccontare un intero territorio. Lo chef ha affrontato il tema parlando della salsiccia di Bra, eccellenza piemontese di cui sarà ambasciatore in occasione di Bra’s 2026. Ma dalle sue parole emerge una riflessione molto più ampia.
Le parole di chef Cannavacciuolo sui prodotti tipici
Antonino Cannavacciuolo è tra gli chef italiani più conosciuti anche fuori dal mondo dell’alta cucina. Nato a Vico Equense, in Campania, ha consolidato la sua carriera con il ristorante Villa Crespi, sul Lago d’Orta, che ha conquistato tre stelle Michelin. Alla ristorazione ha affiancato negli anni la carriera televisiva, diventando uno dei volti simbolo di MasterChef Italia. Cannavacciuolo ha parlato della sua visione della cucina e dei prodotti tipici in un’intervista a ‘La Stampa’ in vista di Bra’s 2026, festival in programma a Bra, in provincia di Cuneo, dal 17 al 20 settembre.
L’evento è dedicato alle eccellenze locali e in particolare alla salsiccia, al Formaggio Bra DOP, al Pane di Bra e al Riso di Bra. Il Comune ha confermato Cannavacciuolo come Chef Ambassador e testimonial dell’edizione 2026. La creatività in cucina è importante, ma secondo lo chef bisognerebbe prima imparare a conoscere anche i prodotti: “Un prodotto non è un semplice ingrediente: racconta un territorio”, ha spiegato a ‘La Stampa’. La salsiccia di Bra, già protagonista dell’ultima edizione di Masterchef, rappresenta, secondo lui, un caso significativo di questo concetto.
Secondo le informazioni, l’origine della salsiccia viene fatta risalire al XVII secolo ed è collegata anche alla presenza della comunità ebraica della vicina Cherasco. Ancora oggi viene prodotta prevalentemente con carni magre di razza bovina piemontese e la sua lavorazione è affidata a un numero ristretto di macellerie cittadine. Cannavacciuolo, però, utilizza la fama della salsiccia per una riflessione condivisa su ‘La Stampa’: “Oggi parliamo della salsiccia di Bra, ma ci sono tante regioni che lavorano nell’ombra e sono poco conosciute proprio perché non hanno valorizzato i loro prodotti tipici. Così tutto diventa banale.”
Il punto sollevato dallo chef riguarda dunque la capacità di trasformare le eccellenze gastronomiche in elementi riconoscibili del territorio. Una specialità locale può contribuire a creare identità, attirare visitatori e mantenere vive lavorazioni e conoscenze tramandate nel tempo. Se non viene raccontata e promossa, invece, rischia di restare conosciuta soltanto in ambito locale.
Taste of Italy, il nuovo programma di Antonino Cannavacciuolo
Le considerazioni di Cannavacciuolo sui prodotti tipici italiani trovano un collegamento con un altro progetto che lo vedrà protagonista. Nella primavera del 2027 arriverà, infatti, su Sky e in streaming su NOW Taste of Italy, nuovo programma prodotto da Endemol Shine Italy. Questa volta Cannavacciuolo lascerà la cucina di MasterChef per intraprendere un viaggio on the road attraverso l’Italia, andando alla scoperta delle tradizioni gastronomiche delle diverse province.
L’obiettivo sarà individuare i migliori cuochi comuni, persone che conoscono e preparano le ricette del proprio territorio senza essere necessariamente professionisti della ristorazione. Ad accompagnare Cannavacciuolo ci saranno due donne esperte del settore. La prima è Anna Zhang, vincitrice della quattordicesima edizione di MasterChef, la seconda, Chiara Pavan, chef del ristorante Venissa di Burano, premiato con una stella Michelin e una stella Verde.
Il programma non si limiterà alla gara. Secondo quanto anticipato da Sky, Cannavacciuolo entrerà nella filiera gastronomica locale, incontrando agricoltori, pescatori, produttori, ristoratori, enologi, artigiani ed esperti. Anna Zhang avrà il compito di individuare i talenti amatoriali, mentre Chiara Pavan selezionerà attraverso l’assaggio dei loro piatti coloro che accederanno alla sfida conclusiva davanti a Cannavacciuolo.
Per Cannavacciuolo un prodotto tipico non è un semplice ingrediente, ma un racconto del territorio. Se viene valorizzato bene, può diventare un simbolo capace di dare identità a una città o a una regione.
La salsiccia di Bra è l’esempio che ha scelto per spiegare il valore delle eccellenze locali. Sarà anche il prodotto centrale di Bra’s 2026, dove lo chef sarà ambasciatore.
Secondo lui molte aree lavorano nell’ombra perché non sanno raccontare bene le proprie specialità. Quando manca la promozione, anche una ricchezza gastronomica rischia di restare invisibile.
È il nuovo programma di Cannavacciuolo in arrivo su Sky e NOW nella primavera 2027. Sarà un viaggio tra province italiane per scoprire tradizioni, ricette e cuochi non professionisti.
Con lui ci saranno Anna Zhang, vincitrice di MasterChef 14, e Chiara Pavan, chef del Venissa di Burano. Entrambe avranno un ruolo nella selezione dei talenti e nella scelta dei piatti.FAQ
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