Bestemmia e viene multato in strada: il caso al lido di Venezia
Uno scooterista è stato multato a Venezia per aver bestemmiato dopo che era riuscito a evitare un pedone che attraversava la strada: cosa è successo

Un episodio accaduto al Lido di Venezia sta facendo il giro del web: un uomo in scooter è stato multato per aver bestemmiato dopo aver schivato un pedone.
Multato per una bestemmia a Venezia: cosa è successo
L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di martedì 8 settembre 2026 vicino alle Quattro Fontane, nella zona in cui è in corso la Mostra del Cinema di Venezia. Protagonisti due uomini: il primo, ospite al Lido per la Biennale, era intento ad attraversare la strada, mentre il secondo stava procedendo alla guida del proprio scooter.
L’incidente è stato evitato grazie all’abilità di riflessi dello scooterista che è riuscito a inchiodare senza investire chi stava attraversando: il conducente del motociclo, nell’enfasi del momento, si è però lasciato andare a una bestemmia che gli è costata una multa di 102 euro.
A emettere la sanzione è stata la Polizia Locale di Venezia, mentre una foto del verbale è stata rilanciata sulla pagina Facebook ‘Venezia Non è Disneyland’. Nell’immagine del verbale si legge: “La persona bestemmiava con parole oltraggiose le divinità venerate dalla religione di Stato”.
Per legge è vietato imprecare e bestemmiare in pubblico: una norma che in precedenza aveva anche risvolti penali mentre oggi ha conseguenze amministrative in caso di violazione, prevede una sanzione da un minimo di 51 a un massimo di 309 euro. L’uomo multato a Venezia si sarebbe difeso con gli agenti della Polizia Locale dichiarando di essersi lasciato andare perché in quel momento era agitato, per lo spavento e per la concitazione del caso.
L’articolo 724 del Codice Penale recita così: “Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità (o i simboli o le Persone venerati nella religione di Stato) è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 51 a 309 euro. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti”.
A partire dal 1999, la bestemmia è stata depenalizzata: chi la pronuncia non rischia il carcere e non deve rispondere di un reato penale, ma paga solamente una sanzione amministrativa. Affinché venga comminata la multa, l’offesa deve avvenire in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o anche in un luogo privato alla presenza di più persone.
Le reazioni alla multa per bestemmia
La notizia ha scatenato diverse reazioni sui social, dando sfogo all’ironia di tanti utenti. C’è chi ha ricordato come in alcune zone d’Italia (Veneto e Toscana su tutte a detta sua) la bestemmia è praticamente un intercalare, meravigliandosi dunque della multa comminata allo scooterista, il quale tra l’altro era riuscito anche a evitare un incidente.
Altri hanno invece sostengono che sia giusto punire chi bestemmia in pubblico, se non altro per una questione di decoro. Della questione ha parlato anche il Comandante della Polizia Locale, rivelando quanto siano comuni le multe per bestemmie:
“Stiamo ancora aspettando la relazione dell’agente – si legge su ‘SkyTg24’ – multe per bestemmie ne facciamo più di una, così prevede la legge e no la applichiamo, non siamo esentati. Nessuno ha autorizzato il ragazzo a pronunciare una frase così offensiva. Poi magari, se avesse chiesto scusa, poteva esserci maggiore flessibilità. Per strada ci troviamo ad affrontare tante situazioni, compresa quella capitata al Lido“.
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