L'angelo col volto di Meloni è stato cancellato: cos'è successo
L'angelo restaurato nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, con il volto che sembrerebbe quello di Giorgia Meloni, è stato cancellato: cosa è successo
Nuovo capitolo della vicenda legata all’affresco dell’angelo restaurato nella basilica di San Lorenzo in Lucina con il volto che somiglia a quello di Giorgia Meloni: cancellata l’opera.
L’angelo col volto di Meloni è stato cancellato
La Santa Sede ha affrontato la questione e attraverso il sito ufficiale della Diocesi di Roma, già nella giornata del 31 gennaio 2026, quando il Vicariato si è “impegnato ad approfondire la questione con il parroco Monsignor Daniele Micheletti e a valutare eventuali iniziative”.
Si era mossa anche la Soprintendenza, annunciando verifiche finalizzate a stabilire quali fossero le fattezze del cherubino prima del restauro. In seguito a un colloqui telefonico tra il parroco e i tecnici del vicariato, come riportato da ‘Repubblica’, la strada intrapresa è quella di “trovare una via d’uscita che sarà la modifica del dipinto”.
Monsignor Micheletti, a tal proposito, ha spiegato: “Stiamo cercando una soluzione, non possiamo rimanere incastrati sul viso di un angelo”. Da capire ancora i tempi, mentre si aspetta comunque il responso della Soprintendenza e successivamente una riunione con il Fondo edifici di culto, l’ufficio per l’edilizia di culto del vicariato di Roma e il parroco di San Lorenzo in Lucina.
E nella mattinata di mercoledì 4 febbraio 2026, è arrivata la notizia della cancellazione del volto dell’angelo. Come riportato dal ‘Corriere della Sera’ a coprire il volto del cherubino è stato il restauratore Bruno Valentinetti che ha spiegato “Me lo ha chiesto il Vaticano”.
La posizione della Diocesi di Roma
Sul sito ufficiale della Diocesi di Roma era stata pubblicata una nota, intitolata “Dichiarazione del cardinale vicario Baldo Reina in merito alla questione del restauro a San Lorenzo in Lucina”, attraverso la quale il cardinale Baldo si era espresso sulla vicenda dell’angelo con il volto che ricorda quello di Giorgia Meloni:
“Nel rinnovare l’impegno della Diocesi di Roma per la custodia del patrimonio artistico e spirituale, si ribadisce con fermezza che le immagini d’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica e la preghiera personale e comunitaria”.
Sempre la Diocesi aveva fatto sapere che “la modifica del volto del cherubino è stata un’iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti”, spiegando come il Vicariato fosse “impegnato ad approfondire la questione”.
Il post social della Premier e il racconto del restauratore
Come detto la foto dell’angelo con il volto che sembra quello di Giorgia Meloni ha fatto il giro del web in un batter d’occhio, dando adito anche a varie ipotesi e interpretazioni. La stessa Presidente del Consiglio ha reagito con un post ironico alla vicenda, pubblicando l’immagine dell’opera sulla sua pagina ufficiale di Facebook, con la scritta “No, non sembro proprio un angelo” seguita da una faccina sorridente.
L’autore del restauro, il sacrestano della chiesa di San Lorenzo in Lucina, aveva raccontando di aver solamente ricalcato il disegno originale del cherubino, spiegando di non vedere alcuna somiglianza con la Premier:
“È una cosa che vedete solo voi, io ho ricalcato il ritratto che c’era prima. Chiedetelo a chi ha fatto quel disegno 25 anni fa perché sembra la Meloni. Questa è un’opera antica, dovrebbero averla fatta per il Giubileo del 2000. Mi hanno chiesto di sistemarla e l’ho fatto, ci ho lavorato due anni e ho concluso i lavori un fanno fa”.
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